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Esclusiva intervista al celebre creatore di Lupo Solitario, che si augura: «A Natale l'atteso volume 29 nelle librerie italiane» DEVER LANCIA LA RISCOSSA DEI LIBROGAME Ristampe, rivisitazioni, videogiochi, nuove storie,
progetti futuri: il padre del Magnamund si racconta a Lgl Magazine di Alberto Orsini (Dragan10) È un
fiume in piena, Joe Dever. Si vede che ha voglia di recuperare il tempo
perduto, che vuole ridare il dovuto smalto alla sua creatura prediletta,
Lupo Solitario, ma anche che crede nel ritorno al successo dei librogame
dopo la crisi che sembrava senza ritorno in cui il settore era caduto. Dopo
aver superato alla grande il male che lo affliggeva, l'autore inglese ha
ripreso a macinare su ritmi impressionanti, impegnando la sua mente creativa
(lo è dalla più tenera età: primo gioco inventato all'età di 9 anni...) in
numerosi progetti, tutti interessanti e tutti in contemporanea.
In passato ha dichiarato che il suo stile è stato influenzato dalle opere
di Tolkien, Moorcock e Peake. Qualcuno tuttavia potrebbe riscontrare anche
l'influenza della saga di Star Wars di George Lucas nel suo lavoro. I
maestri Kai/Ramas hanno punti di contatto con i cavalieri Jedi?
Come le è venuta l'idea di fare di una specie di monaco-guerriero il
protagonista dei suoi libri? È Lupo Solitario il suo personaggio preferito tra quelli che ha creato? Ce ne sono altri? «Sì, devo ammettere che Lone Wolf è il personaggio da me creato che preferisco, sebbene mi piaccia molto Cal Phoenix, che ho creato per la serie Guerrieri della Strada. Banedon è un altro personaggio di cui vado fiero». Quando ha scritto il suo primo librogame, avrebbe mai immaginato che alla fine sarebbe giunto a scriverne più di trenta? «Forse non proprio trenta, ma certamente avevo chiaramente in testa i primi dodici. Questa prima parte era già abbozzata (sarebbe a dire che avevo preparato una sinossi di un paio di pagine per ciascuno dei libri) quando per la prima volta ho proposto la mia idea alle case editrici, nel 1983. La decisione di scegliere Hutchinson (Sparrow Books) come mio primo editore fu dovuta al supporto ed al controllo editoriale che mi avevano promesso come parte integrante del contratto. Inizialmente l'intesa era per quattro librogame, ma eravamo d'accordo che sarebbe stato estesa fino a dodici se la vendita iniziale avesse avuto successo. I primi due volumi hanno venduto centomila copie ciascuno nella prima settimana di uscita, il che assicurò il resto della serie da quel punto in avanti». Come pianifica, organizza e scrive un librogioco? «Per i libri di Lupo Solitario, il processo di creazione passa attraverso tre fasi: bozza, diagramma di flusso, prima stesura. In media mi ci vogliono circa due mesi per completare un volume. La prima settimana è dedicata a delineare l'avventura. In questa fase determino quali modifiche mi occorrerà fare alle regole, preparo una mappa generica e metto in ordine gli elementi che porterò dai libri precedenti. In questa fase scrivo un sacco di annotazioni, cui farò riferimento nella seconda, quella del diagramma di flusso, che normalmente dura tre settimane. In questo periodo delineo l'avventura, in genere su grandi fogli di carta attaccati con lo scotch o pinzati tra loro. Assegno i numeri dei paragrafi a ciascuna delle sezioni ed eseguo test di ogni combattimento per assicurarmi che la parte interattiva della storia funzioni. Questa è probabilmente la parte più creativa del lavoro, in cui devo decidere cosa accade in ogni sezione. Quando il diagramma di flusso è pronto torno all'inizio e comincio a scrivere tutto per esteso. Questa è la prima stesura. Comincio da "Indietro nel tempo...", quindi le modifiche alle regole, infine l'avventura vera e propria. Il diagramma mi suggerisce quanto devo stabilire tecnicamente in ogni paragrafo, e durante la prima stesura lavoro su questo e alla prosa descrittiva. Questa terza fase dura circa un mese. A quel punto gioco il manoscritto, utilizzando profili di personaggio forte, medio e debole, e faccio tutte le correzioni necessarie, quindi mando tutto all'editore. In ultimo preparo direttive dettagliate per il disegnatore che così può cominciare a lavorare sulla copertina, le illustrazioni a tutta pagina e le vignette. È grossomodo lo stesso metodo che ho usato per creare tutti i miei librogame». Quali librogame di Lupo Solitario ritiene siano scritti meglio? «Quelli che mi piacciono di più sono il numero 5, Ombre sulla sabbia, il 18, L'alba dei dragoni, ed il 23, L'eroe di Mydnight. Credo sia probabilmente quest'ultimo il meglio riuscito». E qual è l'arte Ramas che preferisce? «È il Sesto Senso Ramas, che differenzia i Ramas da tutte le altre classi di guerrieri del Magnamund. È anche forse l'arte più utile che il lettore possa scegliere!». Sono passati 23 anni dalla prima uscita di Flight from the Dark, e lei ha deciso di rivisitare e ripubblicare i suoi scritti. Perché?
Qual è l'aspetto che vuole modificare o migliorare maggiormente? «Voglio migliorare la qualità della prosa descrittiva nei primi libri della saga ed aggiungere dettagli di background sulla storia del Magnamund così che il lettore si faccia un'idea migliore del mondo che abita e di come funziona. Desidero inoltre aggiungere nuovi sviluppi delle trama così che il lettore abbia maggior possibilità di girare e le avventure abbiano una maggiore rigiocabilità». Ha intenzione di modificare tutti i ventotto volumi fin qui usciti? «Naturalmente, punto a rivedere il testo di ciascun volume, anche se mi accorgo che mentre la serie va avanti il mio stile migliora; perciò il bisogno di rivisitare e migliorare la prosa negli ultimi libri si riduce». Quando comincerà a scrivere il volume 29 e quando sarà nelle librerie? Può rivelarne il titolo? «Ho già cominciato a scrivere Lone Wolf n° 29! Ho cominciato a lavorare lo scorso aprile e la scadenza per la consegna è fissata al 30 giugno, in modo che possa essere nelle librerie entro settembre. Quanto al titolo, non l'ho ancora deciso perciò non posso rivelare ancora nulla!». Dopo Lupo Solitario 32, continuerà a scrivere? Libri semplici o ancora librogame? Ancora ambientanti nel Magnamund? «Difficile dirlo adesso, però scrivere è un mestiere dal quale è difficile ritirarsi, quindi penso sia molto probabile che continui a scrivere dopo che avrò concluso Lupo Solitario 32. Ho sempre voluto scrivere un librogame con un'ambientazione storica reale, magari una famosa battaglia in cui, grazie alle sue scelte, il lettore può cambiarne l'esito e quindi il corso della storia. Non solo l'ambientazione sarebbe eccitante per il lettore, ma avrebbe anche un forte valore educativo». Ci saranno altre storie ambientate nel Magnamund parallele al corso principale degli eventi? «Attualmente sto lavorando a due trilogie di Lupo Solitario ambientate nell'anno MS5100, cinquant'anni dopo il massacro dei Ramas. Di queste trilogie si stanno occupando August Hahn (del gdr di Lone Wolf) e Richard Ford (commissioning editor alla Mongoose Publishing). La prima è ambientata a Telchos, nel Magnamund del Sud, l'altra in Lencia, durante una spedizione contro i Drakkar. Il mio ruolo in questi due progetti è di contributing editor: ho contribuito alle storie per quanto riguarda le idee ed i contenuti di background, inoltre sto sistemando i manoscritti capitolo per capitolo mentre vengono completati, così che lo stile e la trama siano coerenti con la mia unica visione del Magnamund». Se qualcun altro scrivesse una storia completamente nuova ambientandola nel Magnamund, sarebbe disposto a tollerarlo o lo considererebbe alla stregua di un sacrilegio? «La mia risposta precedente vale anche qui. Non sono contrario a ricevere il contributo di altri scrittori alla saga del Magnamund, ma per la salvezza dell'integrità del lavoro penso sia importante che io sia a parte del processo. Dopotutto, nessuno conosce meglio di me questo mondo e come dovrebbe essere descritto!». Attualmente sta lavorando al nuovo videogame di Lone Wolf, a che punto è? «Sì, sono lead designer del progetto. Il team di produzione si trova a Singapore, e attualmente siamo circa a metà del processo di realizzazione. L'uscita è prevista per l'agosto 2008». Quale sarà la trama del videogioco? «Ho riscritto una buona parte della storia sulla quale è basato il videogame. Ho scelto di posizionare Lupo Solitario dentro il Monastero al momento dell'attacco. Il giocatore deve prendere parte alla vana difesa del Monastero, eseguendo la sua missione: avvertire Re Ulnar di Sommerlung che l'invasione del Signore delle Tenebre Zagarna è cominciata. Se il giocatore completa la missione sarà in grado di fuggire e, proprio come nel libro originale, resterà l'unico sopravvissuto al massacro dei Ramas. Nel gioco ci saranno numerosi percorsi narrativi che non appaiono tanto nel librogame originale quanto in quello rivisitato». Quanti videogame pensa di realizzare su Lupo Solitario? «Abbiamo in programma due giochi, e l'opzione per farne molti altri se le prime due prove avranno un buon successo di vendita». Ritiene che i librogame potranno tornare in vita? «Sono convinto che molto probabilmente avremo un ritorno d'interesse per i librogame, e speriamo che cominci quest'estate con il nuovo lancio di Lupo Solitario nel Regno Unito. Nel 2004 fu ristampato in Francia e là è stato un successo, è alla quinta ristampa. In Italia la EL sta per pubblicare l'edizione rivisitata, speriamo che il nuovo libro sia disponibile per Natale». Come già accaduto, il videogame potrebbe diventare la premessa per la realizzazione di un film. Le piace l'idea? Chi potrebbe essere secondo lei l'attore più adatto ad interpretare Lupo Solitario? «Sarebbe splendido! Penso che la storia rivista di Flight from the Dark sia abbastanza d'impatto per un grande film fantasy. Quanto alla scelta dell'attore, penso che Alex Pettyfer, già visto in Stormbreaker, potrebbe interpretare alla grande un giovane Lupo Solitario». Quando tornerà in Italia? «Tornerò ad ottobre per Lucca Comics & Games. È la manifestazione che preferisco e non me la perderei per nulla al mondo!».
(11 maggio 2007) Qualsiasi marchio registrato, marchio di servizio, marchio collettivo, diritto di design, diritto di immagine o diritti simili menzionati, usati o citati sono proprietà dei rispettivi proprietari. La riproduzione del testo è vietata
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