Anno 3 - Numero 1 (18) gennaio 2008 - Il primo periodico italiano dedicato esclusivamente alla narrativa interattiva - www.librogame.net
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L'illustratore dei nuovi Lupo Solitario si racconta e svela i segreti delle sue copertine ammirate a Lucca DAL LAGO, UN ITALIANO SUL TRONO DI CHALK E JONES «Nel n.1 preferivo la cover col volto dell'eroe invisibile. Il rilancio dei librogame? La EL ha fatto le cose in sordina» |
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di Alberto Orsini (Dragan) Joe Dever lo aveva detto più di un anno fa, parlando della necessità di realizzare nuove illustrazioni per le sue opere rivisitate: «Artisti italiani? Perché no!». Bene, a distanza di tempo si può dire che l’autore inglese sia stato profetico. E così, in bella mostra sulle cover inglesi e italiane del rinato Lupo Solitario ci è finito un connazionale, che succede a veri e propri "mostri sacri" come Gary Chalk e Peter Andrew Jones. Il suo nome è Alberto Dal Lago, e degli artisti ha senz’altro il tratto ma non l’aura altezzosa che talvolta li circonda: tanto da far rinunciare il cronista all’irrinunciabile "lei" delle interviste. Trentenne, disegnatore per vocazione, diplomato all’Istituto europeo di design di Milano, il nuovo copertinista dell’epopea Ramas si racconta a Lgl Magazine rivelando interessanti dettagli su di sé, le sue copertine e la sua professione. In primis, a quale copertina di Lupo Solitario siamo arrivati e su cosa stai lavorando attualmente? Hai anche altri progetti in corso contemporaneamente alle cover? Ho appena consegnato le matite per la sesta cover, anche se Chris (Longhurst, il direttore artistico, n.d.r.) e Joe hanno già approvato le bozze fino alla decima copertina. Dirò di più: ho concluso da circa un mese la cover per il gioco di ruolo di Ls e francamente mi dispiace che non sia stata messa ancora online tra le novità Mongoose. Mi sembra una buona illustrazione e l’atmosfera è ben azzeccata. Credo che dovremo attendere i primi di gennaio, prima di poterla vedere. In passato eri stato lettore di Lupo Solitario? Disegnarlo era uno dei tuoi sogni? Sono stato un lettore della saga Ramas solamente dei primi volumi, per la semplice ragione che ero abbastanza piccolo e distratto per cominciare una serie e seguirla da vero aficionado. E così ho fatto con altri generi di intrattenimento, fumetto compreso! Una volta raggiunta la consapevolezza che avrei voluto essere io a disegnare ciò che da ragazzo toccava determinate corde emotive, ho cominciato a fare una lista virtuale dei personaggi di cui avrei voluto illustrare le vicende. Lupo Solitario è tra questi: sono stato spinto dall’ affezione per l’eroe e dal desiderio (e presunzione) di poter essere all’altezza dei predecessori (illustratori, s’intende) e via discorrendo. In realtà questa logica la possiamo applicare un po’ a tutti i personaggi iconografici di genere (ad esempio, Elric, Conan, Dragon Lance, Dracula, ecc...); mi piacerebbe dare la mia reale interpretazione di ognuno di essi. Come sei approdato a lavorare con Dever e la Mongoose? Come già accennato, l'incontro con Joe Dever è stato decisivo: la Mongoose aveva già visto i miei lavori su Nephandum e Creature del Terrore, per cui si è |
trattato di far buona impressione al papà di LS con i miei disegni e alla fine attendere il riscontro degli art directors. Come vedete, la cosa poi è andata in porto! Per le nuove cover hai riletto qualcuno dei librogame di Dever o esaminato le copertine precedenti? Sicuramente ho fatto uno studio approfondito sulle vecchie copertine. Inoltre, Richard (Ford, precedente direttore artistico, n.d.r.) prima e Chris poi mi hanno sempre dato la descrizione esatta della cover che avevano in mente; questo mi ha aiutato non poco, poiché per ogni location o mostro che avrei dovuto disegnare allegavano al brief un estratto del testo di Joe. Una parte incisiva l'ha avuta l'artwork interno, che ho esaminato più volte. Sarai il primo e presumibilmente l'unico a disegnare le copertine per i volumi 29-32, che sensazioni/idee hai? Sì... Se la cosa non vi dispiace! Scherzi a parte, confermo la mia collaborazione con la Mongoose in questo senso. Inoltre, come avete già potuto modo di vedere, mi hanno affidato le copertine delle due trilogie parallele. Attualmente sono in attesa di rivedere le condizioni contrattuali e i pagamenti nell'ottica di consolidare l'attuale partnership. Sicuramente sono meno spaventato rispetto all'inizio. Credo che la qualità e la velocità di esecuzione cresceranno in maniera esponenziale, anche se questo significherà un probabile dislivello qualitativo tra le prime cover e le ultime. Ma penso sia tipico degli illustratori che crescono professionalmente. Joe ti ha senz'altro anticipato qualcosa sulla trama, puoi svelarci qualche anteprima? Ragazzi, che voi ci crediate o meno, Joe non si è mai sbottonato. Potrei provare a carpire qualcosina, però più avanti. Quanto tempo ci vuole per creare un'illustrazione di copertina, dall'idea iniziale fino alla versione definitiva? Se parliamo delle cover di Ls, di solito impiego un paio di settimane, calcolando che le alterno con altri lavori; dieci giorni, probabilmente, se mi concentrassi solo su di esse. Il fatto di aver già consegnato i bozzetti fino al numero dieci è stato fondamentale per poi rivedere gli stessi a mente sgombra e, nella fase di elaborazione delle matite, capire se qualcosa può essere cambiato o meno. Con quale procedimento disegni la cover? Quali tecniche di disegno vengono impiegate? Utilizzi strumenti di disegno digitale? Anche se ultimamente sto lavorando tantissimo con il |
digitale, tendo a non perdere il contatto con gli strumenti tradizionali, in questo caso le matite. Mi piace l'approccio tradizionale all'illustrazione, temperando le matite, utilizzando il foglio da disegno e sporcandomi letteralmente le mani; per non perdere l'allenamento, eseguo i definitivi a matita molto dettagliati (bozze comprese). Impiego un bel po' di tempo nello studio del bianco e nero, che rappresenta la spina dorsale della fase di colorazione: i colori e i toni infatti andranno poi posti sulla base dei chiaro/scuri. Dopo aver importato l'immagine sul computer, la colorazione avviene in digitale mediante l'uso combinato di due software, Photoshop e Painter. Inutile dire che l'utilizzo del digitale è fondamentale per lavorare in serie velocemente. Le nuove illustrazioni sono state apprezzate subito da tutti per la loro qualità, ma qualcuno ha sollevato il dubbio che il protagonista sia un po' troppo presente, soprattutto confrontandole con le vecchie cover italiane, in cui non appariva quasi mai! Si tratta di una tua scelta o è stato imposto?
Con la Mongoose ho avuto un'occasione d'oro, non potevo lasciarmela
sfuggire, ma anche un'eredità ingombrante, senza parlare della
responsabilità di configurare il nostro Lupo secondo le esigenze degli art
director della Mongoose mixandole con la mia cifra stilistica. Di qui
l'aspetto tecnico della faccenda: tutti i brief delle cover mi sono stati
dati non come indicativi, ma come vincolanti! Mi spiego: in ogni cover,
l'intento di Joe e dell'allora direttore artistico Richard Ford (oggi
sostituito da Chris Longhurst) era di far risaltare l'immagine del
protagonista... Tant'è vero che non appena provavo a dare spazio ai mostri
o cattivi di turno le mie bozze subivano drastiche modifiche. Ma alla Mongoose sanno che in questo modo viene meno l'intento delle vecchie copertine, quello di far immedesimare il lettore nel protagonista? Sanno perfettamente cosa hanno abbandonato e a cosa vanno incontro; il loro intento non è di mostrare solo Lupo Solitario ma Lupo Solitario mentre combatte con questo o quel nemico. Ad esempio per la quinta cover mi hanno chiesto di disegnarlo mentre combatte contro DarkLord Haakon ed effettivamente questo ha senso, anziché mettere sulla copertina solamente il cattivone in questione! Insomma, il succo del loro discorso è più o meno questo: visto che il personaggio ha subito un restyling * continua a pag. 2 * |