Anno 3 - Numero 3 (20) marzo 2008 - Il primo periodico italiano dedicato esclusivamente alla narrativa interattiva - www.librogame.net


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Joe Dever spazia a tutto tondo sviscerando in profondità la sua serie di librigioco meno conosciuta

GUERRIERI DELLA STRADA, LIBROGAME "ON THE ROAD"

«L'idea mi venne durante un viaggio da Dallas a San Diego. Mark Phoenix nel Magnamund? Meglio il contrario»

di Alberto Orsini (Dragan)

Joe Dever uguale Lupo Solitario? Certamente, ma non solo. Va bene che le avventure librogamistiche dell'ultimo dei Ramas rappresentano il grosso della produzione deveriana, però il suo lavoro non si ferma certo lì. Molti conoscono la serie Guerrieri della Strada, una serie molto simile e al tempo stesso molto diversa dall'epopea di Lone Wolf. Molto simile per i valori morali del personaggio principale, per il sistema di gioco, per il consueto stile letterario; molto diversa per l'ambientazione (reale e contemporanea), per alcune differenze di gioco, per la presenza (incredibile a dirsi!) di una ragazza per il protagonista.
Non è solo un Lupo Solitario in salsa Harley Davidson, comunque. L'autore ci tiene parecchio a ribadire la forte identità di questa Freeway Warrior, ed accetta volentieri di parlarne in un approfondimento a tutto tondo.

1988: dopo una "gita di piacere" a Helgedad, Lupo Solitario si prende due anni di meritato riposo. In questo periodo Joe Dever scrive una mini saga in un'ambientazione completamente diversa. Quali circostanze hanno portato alla nascita di Freeway Warrior?

Ero un grande appassionato del film Mad Max (primo di una trilogia interpretata da Mel Gibson, uscito in Italia con il titolo "Interceptor", n.d.r.), che vidi nel 1979, perciò immagino che abbia in qualche modo influenzato l'idea di scrivere Guerrieri della Strada. Avevo inoltre gradito molto anche il romanzo di John Steinbeck "The Grapes of Wrath" (uscito in Italia con il titolo "Furore", n.d.r.). Si può dire che Freeway Warrior sia un insieme di queste due influenze combinate, una storia di esodo ed una post-apocalittica. Dopo aver passato anni a scrivere e perfezionare avventure in solitaria in un mondo di fantasia, volevo sperimentare con il genere e trasporlo in un'ambientazione reale moderna. A dare slancio al progetto furono le risposte molto favorevoli che ottenni dagli editori in Gran Bretagna e negli Stati Uniti quando proposi loro l'idea.

Quali differenze ci sono tra lo scrivere in uno scenario completamente inventato ed in uno sì immaginario ma comunque verosimile?

Le differenze principali riguardano la tecnologia, specialmente in fatto di armi e comunicazioni, ed il fatto che l'ambientazione è nel mondo reale (benché devastato e post-apocalittico) con riferimenti culturali che la gran parte della gente può riconoscere.

Hai raccontato più volte di aver percorso realmente l'itinerario statunitense seguito da Mark (Cal in originale) Phoenix e soci. Puoi dire qualcosa di più su questo tuo viaggio?

Alla fine del 1987 avevo viaggiato su strada da Dallas-Fort Worth fino a San Diego, lì prese forma l'idea

di Fw. Fino ad allora avevo pensato ad una miniserie post-apocalittica ma non avevo deciso l'ambientazione. Il viaggio mi diede l'ispirazione e mi fornì letteralmente la mappa per i quattro libri. L'idea mi venne subito, così decisi di esplorare e fotografare i vari punti di via del tragitto. Più tardi, al momento di scrivere le avventure, ho fatto riferimento a quelle fotografie e quelle note.

Quante ricerche scientifiche hai fatto prima di descrivere un mondo post-atomico?

Parecchie. Ho raccolto tutto ciò che potevo sugli effetti previsti di una guerra nucleare sulle popolazioni urbane e rurali. Molto era stato scritto in materia negli anni della Guerra Fredda, e questo mi ha fornito solide fondamenta scientifiche.

In Lupo Solitario hai detto di aver voluto simboleggiare valori come la sicurezza di sé ma senza arroganza, l'autonomia e la crescita. Quali sono invece i valori che hai voluto dare a Phoenix?

Ci sono indubbie somiglianze tra i due. Entrambi sono giovani maschi adulti di abilità apparentemente media che, a causa di circostanze avverse, si trovano da soli in una situazione pericolosa in cui devono contare solo sulle proprie forze e per risolverla e sopravvivere. Tuttavia, mentre Lupo Solitario era fisicamente solo come ultimo dei Ramas, ho voluto far diventare Cal Phoenix il difensore di un piccolo gruppo di sopravvissuti. Ciò lo costringe a prendersi grandi responsabilità per la vita degli altri. L'idea di un giovane alla ricerca della sua vera identità, della sua forza innata e del suo grande obiettivo, dovuto a circostanze straordinarie ed inaspettate, è qualcosa che mi attira parecchio. A giudicare dal successo di entrambe le serie, penso che questo tema richiami molte altre persone, specialmente i teenager.

Perché diavolo in Italia è stato chiamato Mark e non Cal?

Quella fu una decisione dei miei editori italiani. Pensavano che il nome Cal non sarebbe stato attraente quanto Mark agli occhi dei lettori. Non potrei affermare di esser stato molto convinto di questa scelta, ma ho pensato che fossero consapevoli dei loro riferimenti culturali molto più di quanto non lo fossi io, e quindi ho detto di sì. Ho poi capito che forse si sbagliavano un attimino.

Scherzando, a parti invertite pensi si troverebbe meglio Cal nel Magnamund oppure Lw nella zona Omega?

Domanda interessante, che mi fa pensare alle possibilità di portare un personaggio dal suo tempo in un altro totalmente differente ed estraneo. Mi viene dai pensare ai libri scritti da Stephen Donaldson di Thomas Covenant, un cinico ammalato di lebbra,

escluso dalla società, destinato a diventare l'eroico salvatore di una Terra alternativa. Nel complesso, credo che probabilmente Lupo Solitario se la passerebbe meglio nella situazione di Cal piuttosto che il contrario. Il fatto di possedere le arti Ramas nel mondo reale sarebbe estremamente vantaggioso, inoltre probabilmente vedrebbe la moderna tecnologia come una forma di magia e l'affronterebbe come tale.

Una delle differenze più importanti con la saga Kai/Ramas è che invece che lottare principalmente contro mostri e altre creature immaginarie stavolta il lettore combatte e uccide altri esseri umani potenzialmente della sua epoca. Hai mai pensato potesse essere diseducativo per i lettori più piccoli? Ci sono state proteste?

Ho considerato molto approfonditamente gli aspetti morali di Guerrieri della Strada, ed è per questo che i cattivi che Cal affronta, combatte e spesso uccide sono irrimediabilmente personaggi criminali. Data l'impostazione, sarebbe stato piuttosto ridicolo se avesse avuto un approccio "politicamente corretto" con simili nemici: intendono uccidere lui e la sua colonia; lo stato di diritto non esiste più; la civiltà come la conosciamo non esiste più, almeno nei territori attraverso i quali si reca. L'unica legge in vigore è quella della sopravvivenza: Cal fa ciò che è necessario per la sopravvivenza sua e della Colonia. Non ho avuto recensioni negative sui giornali o lettere di protesta sulla serie. Tutti quelli che hanno letto i libri hanno accettato che la violenza era appropriata per le straordinarie circostanze in cui il personaggio si trovava.

Il sistema di gioco ricalca quello di Ls ma è un po' più raffinato. Quali difficoltà in più ha comportato dover tenere conto di variabili come acqua, limitazioni nell'agilità avendo tanti oggetti e armi e così via?

La sfida principale è stata la creazione di un sistema di regole semplice ma efficace che includesse l'uso di armi moderne. Tuttavia una pistola è fondamentalmente un'arma a proiettili e, come tale, ha molto in comune con l'arco: l'obiettivo è lo stesso, colpire un nemico o altro bersaglio a distanza. Dal punto di vista della progettazione del gioco la sfida è stata creare un insieme di regole che funzionassero nel mondo moderno ma sulla base dei principi fondamentali fissati nella serie Lone Wolf. Spero di aver raggiunto quanto pensato.

Altra differenza sostanziale, la mancanza di abilità di aiuto che non siano quelle personali. Più volte ho rimpianto il Sesto Senso e l'arte della Caccia, oltre che ovviamente la Spada del Sole. In questo si può dire che Cal/Mark sia più umano rispetto a Ls?

* risposta a pag. 2 *